Verso Terzo Statuto

Terzo Statuto, quando essere i primi non vuol dire aver vinto

Si è svolta a Trento, venerdì 14 marzo presso la “Sala Rosa” del Palazzo della Regione Trentino-Alto Adige/Sudtirol la serata di dibattito organizzata dall’OSAR (Osservatorio di Studi Autonomistici Regionali ed Europei) sul futuro dell’Autonomia con particolare riguardo alla predisposizione del “Terzo Statuto di Autonomia”.
Non possiamo nascondere una grande soddisfazione nell’essere riusciti a coinvolgere un così grande numero di persone, a dimostrazione che il senso civico e di partecipazione caratterizza ancora i trentini ed anche le persone delle terre vicine  che guardano a noi come ad un modello da estendere anche nelle loro comunità.
Ci troviamo in un momento di svolta per la nostra Autonomia e la sfida che nei prossimi anni dovrà affrontare la politica locale (trentina e sudtirolese) sarà proprio l’elaborazione di questo nuovo Terzo Statuto, per cercare di mettere chiarezza innanzitutto nei rapporti con Roma e per inserire tasselli – divenuti ormai parte integrante della nostra Autonomia – quali l’Accordo di Milano e il progetto di cooperazione transfrontaliera avviata con l’Euregio Tirol-Südtirol-Trentino.
Nel corso della serata sono stati trattati diversi argomenti: la nuova bozza di ipotesi di riforma del “Titolo V” della Costituzione e di definizione dei rapporti Stato-Regione; le novità introdotte dalla bozza del documento di proposta per l’elaborazione del “Terzo Statuto di Autonomia” elaborato da Carli, Postal e Toniatti (disponibile qui sul nostro sito),  e molto altro ancora.
Viste le spinte centraliste che in questo periodo si vanno intensificando a livello nazionale, va detto che l’Autonomia così come ogni forma di decentramento, sono messe continuamente in discussione quasi fossero poste su un “piano inclinato” chenonostante la sua impercettibile pendenzatende a far scivolare verso il basso la libertà delle autonomie e dei territori.
Cosa fare quindi?
L’unica cosa saggia da fare è stringere i tempi e mettersi a lavorare sui contenuti di questo nuovo Terzo Statuto, che dovrà appunto fare chiarezza e mettere paletti inamovibili una volta per tutte nei rapporti con lo Stato centrale.
In tal senso, come hanno ben ricordato il sen. Francesco Palermo e il dott. Gianfranco Postal durante la serata, abbiamo perso fin troppo tempo: la lancetta dell’orologio scorre inesorabile.
Dobbiamo avere il coraggio di prendere la palla al balzo e riuscire a trovare la forza e le alleanze per portare noi una proposta a Roma che possa essere giusta, equa e chiara per entrambe le parti.
Detto questo, il sen. Palermo ha posto giustamente il quesito del “come fare”, ancor prima del “cosa fare”. Palermo ha dato una sua visione che personalmente mi sento di condividere e che è riassumibile in una parola: “unità(che per altro è una delle parole del motto della nostra Associazione).
E’ chiaro infatti che anche se tutto quello che si farà dovrà sfociare in una votazione che implica una maggioranza, la preparazione di questo nuovo Statuto deve essere fatta cercando di limitare il più possibile il dominio di maggioranze precostituite o pregresse. L’autonomia futura infatti dovrà essere percepita nel suo senso più vero, ovvero come un patrimonio condiviso. Guai se qualcuno si sentisse scarsamente coinvolto.
Chiaramente in tal senso siamo anche noi siamo chiamati –al di fuori dei partiti– a muoverci e, come OSAR, lo abbiamo fatto per primi. Lo dico non come motivo di vanto ma per far capire che, nonostante il momento sia delicato, pochi ne stanno davvero capendo l’importanza,  a partire dagli esponenti politici che il pubblico dello scorso venerdì ha notato come “i grandi assenti” della serata.
Essere i primi quindi non significa aver vinto qualcosa, ma dimostra l’esistenza di un atteggiamento lontano e diffuso che esiste su un tema così caldo e importante per il futuro della nostra Autonomia e della nostra Terra.
Ecco che mi tornano alla mente le parole di don Lorenzo Guetti scritte su “La cooperazione rurale”,  che recitano: “Se il socio se la prende con indifferenza, viene alla sessione come qualcuno giunge al fumo delle candele della S. Messa, allora c’è poco da sperare da simili soci e da simili unioni”. Come dire che per fare davvero qualcosa di grande c’è bisogno che ognuno faccia la propria parte con convinzione dall’inizio alla fine. Come trentini e sudtirolesi dobbiamo quindi essere partecipi del nostro futuro con responsabilità e sobrietà (altre parole presenti nel nostro motto) perché, dopo lo scandalo dei vitalizi l’eliminazione dei privilegi e dei costi della politica deve essere fatta subito prima che ce lo impongano da Roma se vogliamo veramente mostrarci diversi dagli altri e difendere la nostra Autonomia.

Nicola Fioretti
Presidente OSAR

A questo link alcune foto della serata

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4 commenti di Terzo Statuto, quando essere i primi non vuol dire aver vinto

  • Terzo Statuto: cittadini pronti a contribuire  says:

    […] Gli interventi istituzionali fatti, in Trentino e in Alto Adige/Südtirol, in occasione della “Giornata dell’Autonomia” sono stati quasi tutti caratterizzati da un minimo comune denominatore: il “Terzo Statuto”. Una sorta di “hashtag” con la quale la politica ha voluto “marchiare” l’edizione 2014 di questo evento. Di fatto una “smentita” e una presa di distanza da quel “non ci sono le condizioni” che è stata la posizione predominante dei partiti e degli esponenti politici degli ultimi anni. Una novità quindi che, come OSAR, non possiamo che cogliere positivamente vista la nostra ferma convinzione della necessità di un Terzo Statuto di Autonomia e gli sforzi fatti per far capire questa necessità.  (vedasi anche il nostro evento organizzato nello scorso marzo). […]

  • […] Terzo Statuto: cittadini pronti a contribuire su Terzo Statuto, quando essere i primi non vuol dire aver vinto […]

  • Una consulta per lo Statuto Speciale  says:

    […] Pour une Constituante Valdôtaine – Un modello anche per il Trentino? su Terzo Statuto, quando essere i primi non vuol dire aver vinto […]

  • […] Una consulta per lo Statuto Speciale su Terzo Statuto, quando essere i primi non vuol dire aver vinto […]

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